Il corso adotta un modello clinico fondato su leggi fisiche applicate, utilizzato come strumento interpretativo per la lettura delle patologie muscolo-scheletriche della colonna vertebrale nel piano frontale e rotatorio.
All’interno di questo quadro, le disfunzioni vertebrali vengono interpretate come esiti prevedibili di configurazioni di forza, determinate da dominanze vettoriali muscolari che agiscono in senso laterale e rotatorio, modificando l’assetto del rachide, la distribuzione dei carichi e le relazioni tra colonna e bacino.
Il modello interpretativo è indipendente dalla tecnica: si basa su principi meccanici verificabili e condivisibili, applicabili alla colonna vertebrale lungo l’intero asse cranio-sacrale e trasferibili a differenti quadri clinici, inclusi quelli complessi.
Nel piano frontale, a differenza del sagittale, la colonna non si comporta come un’unica curva continua, ma come un sistema composto da unità di deformazione muscolarmente indipendenti, governate da dominanze specifiche e da relazioni di compenso tra i diversi tratti.
Questa impostazione consente di superare una lettura unitaria e indifferenziata delle deviazioni laterali, introducendo una diagnostica differenziale basata sull’identificazione delle curve sostenute da trazione muscolare diretta rispetto a quelle che rappresentano risultanti meccaniche di compenso.
Per l’intervento terapeutico, il corso utilizza una strategia applicativa derivata dal Metodo Mézières, basata sull’esecuzione di contrazioni isometriche in massimo allungamento.
Questa modalità di lavoro consente di agire in modo mirato sulle componenti connettivali e fasciali dei muscoli in accorciamento, responsabili delle dominanze vettoriali laterali e rotatorie che sostengono le deviazioni vertebrali e i quadri radicolari associati.
La riduzione della tensione residua di queste componenti consente di modificare le risultanti di forza, migliorare la distribuzione dei carichi laterali e rotatori e creare le condizioni meccaniche necessarie per un riequilibrio più stabile dell’assetto vertebrale.
Axial deviations, segmental rotations, and systemic treatment of spinal dysfunctions
This is an advanced clinical course for Italian physiotherapists and rehabilitation professionals.
As it is a classroom-based course delivered in Italian, some practical and organizational sections have not been translated.
This training provides a biomechanical and vector-based approach to spinal alterations on the frontal and transverse planes. It allows clinicians to analyze the underlying mechanical causes and act precisely on the forces that disrupt the musculoskeletal system.
Functional scoliosis, antalgic tilts, segmental rotations, and pelvic asymmetries are complex manifestations of axial biomechanical disorganization.
Often associated with recurring pain and joint compensations, these dysfunctions cannot be understood as local misalignments. They require a systemic reading of the disorganized muscular forces acting along the cranio-sacral axis.
Vertebral rotations are not exclusive to cases of structural scoliosis. Even small degrees of segmental rotation can generate persistent vertebral torsions, alter the intervertebral foramina, and lead to radicular compression.
These alterations may result in symptoms such as lumbosciatica, cervicobrachialgia, and irradiated paresthesia—even in the absence of disc herniation or structural lesions.
This course will teach you how to identify subclinical rotations, assess the forces that produce them, and design a treatment approach targeting the deep mechanical causes, not just the symptoms.
The course is built on a three-dimensional model of spinal dynamics, based on:
Vector analysis of lateral and transverse muscular forces
Evaluation of asymmetric tensions generating rotation and compression
Study of joint misalignments at key vertebral transitions
Dynamic observation of the system across all three spatial planes
The differential behavior of muscular chains is interpreted mechanically, enabling clinicians to identify shortened vectors responsible for dysfunction and to act through targeted decompression and reorganization strategies.
This course provides theoretical and clinical tools to:
Understand frontal and rotational deviations through a systemic lens
Differentiate between primary dysfunctions and secondary compensations
Identify dominant muscular vectors that disrupt spinal organization
Apply both passive and active strategies to restore axial balance
Design a therapeutic plan based on mechanical logic rather than symptomatic treatment
✅ Analyze functional scoliosis, pelvic asymmetries, vertebral inclinations and rotations
✅ Assess the behavior of lateral and transverse muscular chains
✅ Recognize rotation-induced radicular compressions and their muscular patterns
✅ Build treatment strategies based on decompression, fascial normalization, and functional reorganization
✅ Develop clinical reasoning aligned with systemic biomechanical principles
This is not a descriptive course—it is operational and evidence-based, integrating:
Applied physics in musculoskeletal dynamics
Vector theory of dysfunctional muscular shortening
Compressive mechanics and systemic disorganization of force lines
3D interpretation of vertebral deformations
The goal is to understand what actually happens in the body—how forces are distributed, how deformities emerge, and how the system adapts—so you can intervene precisely where mechanical imbalance begins.
Al termine del corso avrai acquisito competenze avanzate di analisi e trattamento biomeccanico della colonna vertebrale nel piano frontale e rotatorio, secondo il modello analitico e sistemico AIFiMM.
Interpretare la colonna vertebrale come sistema muscolo-scheletrico tridimensionale
— Inquadrare le deviazioni frontali e rotatorie come espressione di dominanze vettoriali laterali integrate lungo l’asse cranio-sacrale.
Analizzare la suddivisione in quattro curve muscolarmente indipendenti
— Riconoscere le unità funzionali della deformazione frontale e comprenderne l’autonomia meccanica relativa.
Analizzare le dominanze vettoriali laterali e rotatorie
— Correlare le trazioni muscolari selettive alle deviazioni vertebrali e alle rotazioni associate.
Distinguere curve primarie e curve compensatorie
— Effettuare una diagnostica differenziale tra curve sostenute da dominanze muscolari dirette e curve che partecipano all’equilibrio del sistema.
Interpretare la scoliosi come configurazione biomeccanica risultante
— Leggere il quadro scoliotico come esito di equilibri di forza specifici tra curve muscolarmente indipendenti.
Integrare statica e dinamica nella lettura clinica
— Valutare l’azione della Forza Resistente in statica sul mantenimento delle deviazioni e in dinamica sull’efficienza del movimento.
Applicare le contrazioni isometriche in massimo allungamento
— Eseguire la tecnica in modo coerente con il comportamento plastico delle componenti connettivali coinvolte nelle trazioni laterali e rotatorie.
Valutare il rapporto tra Forza Resistente e Forza Lavoro
— Interpretare l’efficienza muscolare reale in relazione alle resistenze interne che sostengono le curve.
Integrare logica analitica e controllo sistemico
— Trattare le curve responsabili delle dominanze mantenendo il controllo delle redistribuzioni di tensione sull’intero sistema.
Riconoscere e prevenire i compensi in peggioramento
— Individuare gli adattamenti sistemici che stabilizzano la deformazione e modulare l’intervento in tempo reale.
Orientare il trattamento nei quadri scoliotici
— Intervenire sulle curve che rappresentano il motore biomeccanico della scoliosi, preservando l’equilibrio globale del sistema.
Verificare l’efficacia clinica del trattamento
— Valutare la stabilità del risultato attraverso quattro criteri di verifica:
miglioramento dell’assetto frontale e rotatorio
riduzione delle trazioni laterali e delle rotazioni vertebrali
diminuzione complessiva della tensione muscolare
maggiore efficienza del movimento e dell’equilibrio posturale
I contenuti teorici del corso sono approfonditi negli articoli scientifici con PDF scaricabile:
Colonna vertebrale nel piano frontale e rotatorio – Parte I Principi biomeccanici, metodologia di analisi e lettura delle asimmetrie
Colonna vertebrale nel piano frontale e rotatorio – Parte II Scoliosi: interpretazione biomeccanica e applicazione dei principi vettoriali
- Fisioterapisti
- Medici
- Osteopati
- Massofisioterapisti
- Durata: 6 giorni in presenza – 48 ore
- Costo: 700 euro (in qualità di Proveder ECM n. 1701 il corso è in esenzione IVA)
- Crediti ECM: 50
Mauro Lastrico – Laura Manni
Fisioterapisti e docenti AIFiMM, con esperienza clinica e didattica nell’applicazione del modello biomeccanico analitico e sistemico derivato dal Metodo Mézières.
Il corso declina questo impianto clinico sulla colonna vertebrale nel piano frontale e rotatorio, mantenendo continuità metodologica, coerenza di analisi e criteri terapeutici condivisi, con particolare attenzione alla diagnostica differenziale delle quattro curve muscolarmente indipendenti e alle applicazioni cliniche nella scoliosi.
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