Il corso adotta un modello clinico fondato su leggi fisiche applicate, utilizzato come strumento interpretativo per la lettura delle patologie muscolo-scheletriche.
All’interno di questo quadro, le patologie dell’arto superiore vengono interpretate come esiti prevedibili di configurazioni di forza, determinate da dominanze vettoriali muscolari che modificano gli assetti articolari e la distribuzione dei carichi.
Il modello interpretativo è indipendente dalla tecnica: si basa su principi meccanici verificabili e condivisibili, applicabili a ogni distretto e a ogni contesto clinico.
Per l’intervento terapeutico, il corso utilizza una strategia applicativa derivata dal Metodo Mézières, basata sull’esecuzione di contrazioni isometriche in massimo allungamento.
Questa modalità di lavoro consente di agire in modo mirato sulle componenti connettivali e fasciali dei muscoli in accorciamento, responsabili dei disassiamenti articolari presenti già in condizioni di riposo.
La riduzione della tensione residua di queste componenti consente di ridurre i conflitti endo-articolari, ripristinare gradi di libertà articolare e migliorare l’efficienza del movimento.
A clinical and practical course for physiotherapists, physicians, and osteopaths
Focused on the causal understanding and treatment of upper limb dysfunctions through a systemic biomechanical approach.
The course explores the interconnections between scapula, humerus, rib cage, cervico-dorsal spine, and hyoid bone.
Elbow, wrist, and hand are also included, analyzed from a systemic and functional perspective.
ℹ️ This is an in-person course held in Italy. For this reason, some sections such as program details, registration, and ECM accreditation are not translated into English.
The shoulder is one of the most complex areas in rehabilitation practice.
Effective treatment requires going beyond the gleno-humeral joint, considering the biomechanical and myofascial interactions with:
scapular vector dynamics
the rib cage and scapulothoracic rhythm
cervical and thoracic vertebrae
the hyoid bone and cranio-cervical fascial system
A systemic biomechanical approach allows for effective management of instability, stiffness, impingement syndromes, and recurrent chronic dysfunctions.
This course provides a structured clinical model for assessing and treating upper limb dysfunctions using biomechanical evidence and causal reasoning.
You will learn to:
✅ Analyze the upper limb using a 3D vectorial model
✅ Identify axial deviations: scapular rotations, gleno-humeral translations, segmental misalignments
✅ Detect compensations and distorting forces originating from the thorax, cervical spine, and fascial system
✅ Assess scapulo-humeral rhythm and mechanical restrictions in the elbow, wrist, and hand
✅ Apply integrated therapeutic strategies, including:
joint decompression techniques
active exercises guided by breathing and proprioceptive input
active and passive methods aimed at normalizing altered muscular forces
The course is based on an analytical model in which symptoms are seen as expressions of systemic dysfunction.
The clinical analysis considers:
muscular forces as vectors of compression, torsion, or stabilization
biomechanical relationships between scapula, thorax, and cervical spine
the myofascial continuum involving the hyoid bone and dorsal spine
Assessment includes:
dynamic movement analysis
vector-based interpretation of forces acting on the joint
treatment strategies focused on redistributing mechanical tensions
Il comportamento biomeccanico dell’arto superiore risponde a principi fisici coerenti, che si mantengono costanti lungo l’intero distretto, indipendentemente dall’articolazione osservata.
Un esempio clinico è rappresentato dall’inversione di azione dei flessori del gomito quando la mano diventa punto fisso: in questa condizione, i vettori di forza conservano la propria direzione e coerenza meccanica, modificando l’effetto funzionale in relazione al vincolo imposto.
Questo fenomeno evidenzia come il comportamento muscolo-scheletrico possa essere interpretato in modo affidabile attraverso l’analisi delle dominanze vettoriali e delle condizioni di vincolo, senza dipendere dal distretto specifico o dal gesto osservato.
L’approccio clinico si fonda quindi sulla lettura delle configurazioni di forza, partendo dal complesso della spalla e dalle sue connessioni vertebrali, e seguendo la propagazione delle tensioni verso le articolazioni distali dell’arto superiore.
Nel modello proposto, l’efficienza muscolare dipende dal rapporto tra Forza Lavoro e Forza Resistente, determinato dalle condizioni meccaniche interne del muscolo.
Un muscolo in accorciamento esprime una ridotta efficienza funzionale: parte dell’energia sviluppata dalle fibre contrattili viene assorbita dalle resistenze interne prima di tradursi in movimento utile.
L’accorciamento delle componenti connettivali trasforma il muscolo in un sistema ad elevata resistenza meccanica, paragonabile a un motore integro che lavora contro un freno parzialmente inserito.
Le componenti connettivali non presentano un comportamento puramente elastico, ma plastico: la deformazione dipende dall’intensità della forza applicata e dal tempo di applicazione, e può diventare parzialmente residua.
Questo comportamento determina due conseguenze cliniche distinte.
In statica, il muscolo in accorciamento esercita una trazione persistente anche a riposo, contribuendo alla deformazione progressiva degli assetti articolari e alla modifica degli assi di carico.
In dinamica, l’aumento della Forza Resistente interferisce con il movimento, riduce l’efficienza meccanica, incrementa il dispendio energetico e favorisce l’emergere di strategie compensatorie.
L’intervento terapeutico è orientato alla riduzione della Forza Resistente, condizione necessaria per rendere disponibile la Forza Lavoro già presente nel sistema.
Questo principio costituisce il razionale dell’utilizzo delle contrazioni isometriche eseguite in massimo allungamento, secondo il Metodo Mézières.
Durante una contrazione isometrica in massimo allungamento:
le componenti contrattili si accorciano attivamente
la contrazione genera una trazione sulle componenti connettivali già in tensione
le componenti connettivali subiscono una deformazione in allungamento che, in funzione di forza e tempo, può assumere carattere residuo
Quando la contrazione viene eseguita al di sotto del massimo allungamento disponibile, la sollecitazione meccanica si concentra sulle componenti connettivali in senso compressivo, favorendo un ulteriore incremento della Forza Resistente.
Questo meccanismo chiarisce perché interventi tecnicamente corretti possano produrre effetti transitori: il trattamento risulta meccanicamente incoerente con la configurazione del muscolo e non determina una reale riduzione delle resistenze interne.
Il trattamento di un singolo muscolo in accorciamento rappresenta un intervento tecnicamente definito e riproducibile, inserito però all’interno di un sistema muscolo-scheletrico caratterizzato da relazioni interdipendenti.
Ogni azione locale modifica la distribuzione delle tensioni sull’intero sistema, attivando adattamenti che possono stabilizzare, modulare o neutralizzare l’effetto terapeutico ottenuto sul singolo muscolo.
La metafora del tetto
L’accorciamento muscolare sistemico può essere rappresentato come l’abbassamento progressivo del tetto di una stanza.
Per continuare a muoversi nello spazio disponibile, il soggetto organizza strategie adattative: flessione degli arti inferiori, inclinazione del tronco, rotazioni del capo.
Queste strategie preservano la funzione, mentre consolidano nel tempo la configurazione meccanica che le ha rese necessarie.
Il lavoro analitico nel contesto sistemico
Durante il trattamento di un intrarotatore dell’omero, la comparsa di co-contrazioni su elevatore della scapola, romboidi e paravertebrali rappresenta un segnale clinico rilevante: il sistema sta redistribuendo la tensione per mantenere il proprio equilibrio.
In questa condizione, l’effetto locale tende a essere progressivamente compensato, e l’omero ritorna verso la configurazione iniziale.
Il muscolo è stato trattato correttamente; il sistema non ha ancora modificato il proprio assetto.
Il lavoro sistemico con focalizzazione meccanica
Un intervento orientato alla riduzione della tensione globale può migliorare la sensazione di elasticità e benessere, mantenendo però attivo il conflitto meccanico locale responsabile del sintomo.
Il sistema appare più disponibile, mentre la causa meccanica specifica richiede un intervento mirato.
L’integrazione necessaria
L’efficacia clinica emerge dall’integrazione continua tra:
lavoro analitico sui muscoli in accorciamento
controllo costante degli effetti sistemici durante l’esecuzione
verifica che la riduzione locale della Forza Resistente non venga compensata da un aumento della tensione globale
L’intervento locale modifica il sistema, e il sistema consente la stabilizzazione dell’intervento locale.
Il criterio di efficacia clinica
Al termine della seduta devono essere presenti simultaneamente:
miglioramento del problema locale
aumento dello spazio sistemico disponibile
riduzione complessiva della tensione muscolare
maggiore efficienza del movimento
La presenza congiunta di questi elementi indica una reale modificazione della configurazione di equilibrio del sistema e una maggiore stabilità del risultato nel tempo.
Al termine del corso avrai acquisito competenze avanzate di analisi e trattamento biomeccanico dell’arto superiore, secondo il modello analitico e sistemico AIFiMM.
Interpretare l’arto superiore come sistema biomeccanico gerarchico
— Inquadrare la spalla come centro di regolazione e le articolazioni distali come espressione di dominanze vettoriali locali e di sintomi riferiti.
Valutare il sistema delle sei relazioni articolari della spalla
— Identificare la combinazione di relazioni coinvolte nel quadro clinico, riconoscendo il ruolo delle cause primarie e dei compensi secondari.
Analizzare le dominanze vettoriali
— Correlare la somma delle forze muscolari alle configurazioni scheletriche prevedibili: adduzione scapolare, intrarotazione omerale, proiezione anteriore della testa omerale.
Interpretare il conflitto scapolo-omerale come esito geometrico delle forze
— Leggere la riduzione dello spazio sub-acromiale come conseguenza meccanica delle dominanze scapolari e omerali.
Valutare le sublussazioni e i compensi a distanza
— Individuare le sublussazioni sterno-claveari e omerali e comprenderne l’impatto sui compensi extrapiramidali e scheletrici.
Riconoscere i principali quadri del gran dorsale
— Distinguere il quadro con scapola discendente e quello con scapola elevata, interpretandone le implicazioni sull’intero arto superiore.
Estendere l’analisi alle articolazioni distali
— Applicare la logica vettoriale a gomito, polso e mano, utilizzando i pattern distali come indicatori delle cause prossimali.
Integrare statica e dinamica
— Valutare l’azione della Forza Resistente in statica sugli assetti articolari e in dinamica sull’efficienza del movimento.
Applicare le contrazioni isometriche in massimo allungamento
— Eseguire la tecnica in modo coerente con il comportamento plastico delle componenti connettivali.
Valutare il rapporto tra Forza Resistente e Forza Lavoro
— Interpretare l’efficienza muscolare reale in relazione alle resistenze interne del sistema.
Integrare logica analitica e controllo sistemico
— Trattare il muscolo responsabile mantenendo il controllo continuo degli effetti sull’intero sistema.
Riconoscere e prevenire i compensi in peggioramento
— Individuare le co-contrazioni sistemiche che neutralizzano l’intervento locale e adattare il trattamento in tempo reale.
Trattare le sublussazioni in modo integrato
— Applicare interventi coordinati su testa omerale, scapola e articolazione sterno-claveare.
Verificare l’efficacia clinica del trattamento
— Utilizzare quattro criteri di verifica:
miglioramento del problema locale
aumento dello spazio sistemico disponibile
riduzione complessiva della tensione muscolare
maggiore efficienza del movimento
per valutare la stabilità reale del risultato nel tempo.
I contenuti teorici del corso sono approfonditi nell'articolo scientifico con PDF scaricabile:
Arto Superiore: Analisi Biomeccanica delle Dominanze Vettoriali
- Fisioterapisti
- Medici
- Osteopati
- Massofisioterapisti
📅 Duration: 4 days – 32 hours
📖 Format: theoretical sessions, practical exercises, and clinical labs
📌 Limited number of participants to ensure quality in practical sessions
📝 Please note: Program details, ECM credits, costs, and registration terms are available only in Italian.
👨⚕️ Dr. Mauro Lastrico
Physiotherapist specialized in upper limb biomechanics, with expertise in muscle vector analysis, scapulo-humeral rhythm, and integrated dysfunctions of the shoulder–thorax–cervical spine.
👩⚕️ Dr. Laura Manni
Physiotherapist experienced in systemic postural approaches and upper limb joint dysfunctions, combining manual and active techniques.
👉 Teaching staff may vary by location. Both instructors ensure the same clinical and methodological standards.
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