Destinatari
Fisioterapisti; medici; osteopati; massofisioterapisti; TO; TNPEE; studenti 3° anno CdL Fisioterapia.
Durata
14 giornate formative (112 ore - equamente distribuite tra teoria e pratica)
Crediti
100 ECM · 105 CPD internazionali
Docenti
dott. Mauro Lastrico · dott.ssa Laura Manni
Costo totale
€ 2.400 (IVA esente · AIFiMM Provider ECM)
Riduzioni: iscrizioni anticipate, gruppi, studenti
Prossime edizioni 2026
Milano 19/03 · Roma 7/05 · Genova 7/05 · Napoli 14/05 · Bologna 21/05 · Chieti 12/11
Il percorso AIFiMM parte dall'insegnamento originale di Françoise Mézières e lo formalizza attraverso criteri biomeccanici espliciti.
| A chi è utile questo percorso
Al neolaureato che deve costruire basi cliniche solide, e al professionista esperto che vuole rendere più preciso il proprio processo decisionale. Il framework fornisce un ragionamento clinico stabile: davanti a ogni paziente sai quali priorità seguire, in che sequenza lavorare, cosa verificare. |
Perché AIFiMM ha scelto la certificazione CPD
Una commissione indipendente di professionisti sanitari (CPD Certification Service, UK) ha valutato in modo approfondito i contenuti formativi AIFiMM: struttura didattica, coerenza metodologica, solidità teorica, rigore scientifico del modello biomeccanico insegnato.
AIFiMM ha scelto di sottoporre i propri percorsi formativi a questa valutazione esterna per una logica precisa: quando insegni un modello clinico complesso, devi chiarire cosa insegni, su quali basi teoriche e terapeutiche e con quali criteri di verifica.
Il CPD è il sistema di accreditamento della formazione continua utilizzato in UK e nei principali contesti sanitari europei e internazionali che ne certifica la qualità della formazione erogata.
Stessa logica in Italia: AIFiMM è Provider ECM diretto (Age.na.s n. 1701) e progetta internamente i propri corsi, assumendosi piena responsabilità scientifica sui contenuti.
Cosa significa la certificazione CPD
✓ CV più autorevole – certificazione esterna indipendente, riconosciuta internazionalmente
✓ Standard europei – 105 CPD hours utilizzabili in UK e principali sistemi sanitari europei
✓ Mobilità professionale – se pensi di lavorare all'estero o in contesti internazionali
✓ Garanzia di qualità – controllo tecnico esterno su contenuti, metodo, rigore scientifico
✓ Unici in Italia – AIFiMM è l'unico ente che rilascia CPD internazionale per il Metodo Mézières
Nel modello AIFiMM, il Metodo Mézières viene assunto come un framework clinico fondato sulla biomeccanica muscolo-scheletrica.
Fornisce criteri espliciti per collegare l’accorciamento muscolare ai disassiamenti articolari e alle loro conseguenze cliniche osservabili.
Questo consente di comprendere perché un’articolazione si altera, quando un sintomo è locale, riferito o compensatorio e come orientare l’intervento sia sul segmento sia sul sistema.
I criteri vengono insegnati per livelli progressivi, così da risultare utilizzabili fin dalle prime giornate e via via più precisi con l’aumento dell’esperienza clinica.
Il percorso formativo AIFiMM insegna a costruire un ragionamento clinico biomeccanico che consente di stabilire cosa trattare, in quale sequenza e in base a quali relazioni di forza.
L’identificazione dei vettori muscolari responsabili dei disassiamenti articolari permette di prevederne l’evoluzione e di verificare l’efficacia dell’intervento nel tempo.
È su questa base che il trattamento diventa complesso, adattivo e clinicamente efficace.
La progressione didattica parte da strumenti immediatamente applicabili: osservazione guidata, ipotesi meccaniche essenziali, scelta di priorità e verifica clinica.
Su questa base, lo stesso schema si estende ai quadri complessi, mantenendo coerenza e controllo decisionale.
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Come si entra nel modello AIFiMM 1) osservare la zona sintomatica 2) formulare un’ipotesi nel contesto biomeccanico distrettuale e sistemico 3) scegliere la modalità terapeutica e verificarne l’efficacia. Questa logica rende affrontabile ogni quadro clinico, mantenendo lo stesso orientamento dal caso semplice a quello complesso. |
Questa impostazione riflette fedelmente il modo in cui Françoise Mézières concepiva e insegnava il proprio metodo.
Questa sezione vuole chiarire il significato clinico originale del metodo e la logica con cui viene insegnato oggi nel percorso AIFiMM.
Françoise Mézières strutturava la formazione attraverso un approccio rigorosamente analitico: studio sistematico di ogni singolo muscolo nella sua azione meccanica, inserito in un contesto di relazioni reciproche tra forze.
Per Mézières, la correzione posturale non era il fine del trattamento, ma la conseguenza del lavoro analitico e sistemico sugli accorciamenti muscolari.
L'equilibrio scheletrico emergeva dal ripristino del corretto bilanciamento tra le forze di trazione muscolari.
Nei suoi testi Mézières metteva in guardia dall’uso generico del termine “globale”, quando diventa un’etichetta che copre l’assenza di criteri osservabili.
"Non si tratta 'globalmente'. È un'espressione vuota, una parola passe-partout per nascondere l'assenza di precisione. Si tratta ogni muscolo nella sua funzione meccanica precisa, nella sua linea di forza, nella sua azione sull'osso." — Françoise Mézières, Originalité de la Méthode Mézières
Questa posizione rimanda a un punto clinico preciso: per comprendere le forze che agiscono sul sistema scheletrico serve identificare vettori e funzioni meccaniche specifiche.
Mauro Lastrico e Laura Manni, docenti AIFiMM formati direttamente da Mézières a Parigi, hanno preservato questo rigore metodologico, traducendolo in un percorso formativo costruito per gradi, progettato per sostenere sia chi sta costruendo ora le proprie basi cliniche sia chi desidera raffinare un ragionamento già maturo.
I fondamenti biomeccanici e di fisica applicata partono da conoscenze già presenti nel bagaglio formativo del fisioterapista, applicate in modo progressivo al sistema muscolo-scheletrico.
L'apprendimento è supportato da verifiche pratiche costanti, discussione clinica collettiva e attenzione concreta alle richieste dei partecipanti.
Il lavoro di AIFiMM consiste nel rendere esplicito e formalizzabile il modello interpretativo che consente di comprendere, insegnare e applicare oggi il Metodo Mézières in modo coerente ed attuale.
Dal 1947 al 1990 Françoise Mézières documentò fenomeni muscolari che contraddicevano le conoscenze anatomiche dell'epoca. Le sue osservazioni erano originali e clinicamente rilevanti nate dall'esperienza diretta sul paziente.
Mézières descriveva ciò che osservava con formulazioni immediate: "i muscoli dorsali si comportano come un solo muscolo, troppo forte e troppo corto" oppure "la catena posteriore agisce come un'unica struttura contratta" — descriveva fenomeni che oggi possiamo formalizzare attraverso leggi fisiche riconoscibili.
Nel tempo, l'evoluzione delle discipline scientifiche ha fornito strumenti utili a leggere quelle osservazioni con maggiore precisione, rendendo progressivamente più chiari i meccanismi sottostanti.
La fisica dei materiali ha chiarito le proprietà meccaniche del tessuto connettivale e il suo comportamento sotto tensione continua.
L'analisi biomeccanica ha reso possibile descrivere le forze muscolari e i loro effetti sulle strutture articolari.
Lo studio dei sistemi complessi ha contribuito a comprendere come alterazioni locali possano generare adattamenti sistemici a distanza.
Questi progressi formalizzano le intuizioni cliniche di Mézières in un linguaggio strutturato e condivisibile nella fisioterapia contemporanea.
Nel modello AIFiMM, il Metodo Mézières è un framework clinico che integra due livelli: un modello interpretativo e una pratica clinica individuale.
Il percorso formativo si colloca in questo quadro: assume il Metodo Mézières come modello interpretativo della biomeccanica muscolo-scheletrica e ne rende espliciti i criteri di lettura e di applicazione clinica, accompagnando il fisioterapista dalla comprensione dei principi alla loro traduzione nella pratica quotidiana.
Françoise Mézières ci ha lasciato un metodo clinicamente valido.
Il nostro lavoro è renderne leggibili i presupposti nel linguaggio della fisioterapia contemporanea, senza semplificarli e senza renderli inaccessibili.
Il Metodo Mézières è un modello clinico che integra interpretazione biomeccanica e decisioni terapeutiche adattative, costruite caso per caso.
Per questo distingue due livelli complementari, ma concettualmente distinti:
modello interpretativo
pratica clinica
Questa distinzione mantiene solidità concettuale e flessibilità clinica insieme.
Praticamente: impari a leggere cosa accade nel corpo del paziente per orientare le decisioni cliniche.
Il modello interpretativo
Si fonda su biomeccanica e fisica applicata al sistema muscolo-scheletrico.
Le alterazioni articolari derivano dalle risultanti di forza generate da:
accorciamenti muscolari
dominanze anatomiche
asimmetrie strutturali del sistema
Il modello fornisce una griglia di lettura: un modo per orientarti nella complessità clinica.
Questo livello che permette di:
dare un senso a ciò che osservi
individuare le direzioni di alterazione più probabili
costruire un ragionamento clinico stabile
Nel percorso costruisci questo livello passo dopo passo: osservazione, ripetizione dei concetti, applicazione progressiva.
La pratica clinica
Richiede adattamento continuo alla risposta del paziente e agli effetti meccanici osservabili durante la valutazione e il trattamento.
Modifichi priorità, sequenze e strategie in base a ciò che il corpo restituisce.
Françoise Mézières stessa ha progressivamente affinato l’applicazione del metodo seguendo l'osservazione clinica e i risultati.
Nel percorso AIFiMM insegniamo questa pratica matura: guidata dal modello interpretativo, fondata su criteri biomeccanici espliciti, continuamente verificabile.
Due livelli, un unico metodo
| MODELLO INTERPRETATIVO | PRATICA CLINICA conseguenza del modello interpretativo |
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L'integrazione dei due livelli determina l'efficacia clinica e l'attualità del metodo.
Milano – dal 19 marzo 2026 |
→ Dettagli e iscrizione – Milano |
Roma – dal 7 maggio 2026 |
→ Dettagli e iscrizione – Roma |
Genova – dal 7 maggio 2026 |
→ Dettagli e iscrizione – Genova |
Napoli – dal 14 maggio 2026 |
→ Dettagli e iscrizione – Napoli |
Bologna – dal 21 maggio 2026 |
→ Dettagli e iscrizione – Bologna |
Chieti – dal 12 novembre 2026 |
→ Dettagli e iscrizioni – Chieti |
Il corso Metodo Mézières in presenza AIFiMM è un percorso intensivo di 112 ore formative (14 giornate) rivolto a fisioterapisti, progettato per fornire strumenti teorici e clinici utili alla valutazione e al trattamento delle patologie muscolo-scheletriche.
Durante il corso, il partecipante viene guidato progressivamente nella costruzione di un ragionamento clinico biomeccanico, che parte dall’osservazione del paziente e arriva alla scelta consapevole della strategia terapeutica.
I principi di fisica già noti al fisioterapista vengono riletti e applicati in modo coerente al corpo umano per orientare l’osservazione clinica, chiarire ciò che si vede e rendere più comprensibili le decisioni terapeutiche.
I concetti teorici non vengono presentati come nozioni astratte, ma introdotti in modo graduale e continuamente verificati nella pratica, attraverso esempi clinici, lavoro su modelli, confronto in aula e supervisione diretta durante le esercitazioni.
Il modello viene costruito passo dopo passo, tornando più volte sugli stessi concetti da angolazioni diverse, affinché ogni corsista possa integrarli secondo i propri tempi e la propria esperienza clinica.
Lo spazio formativo è pensato per favorire domande, confronti e chiarimenti continui, senza la pressione di dover “dimostrare competenza”, ma con l’obiettivo di costruirla progressivamente.
La caratteristica distintiva della formazione AIFiMM è l’approccio al Metodo Mézières come modello di ragionamento clinico, in cui comprensione teorica e applicazione pratica procedono insieme.
Il percorso formativo è strutturato per aiutare il corsista a rispondere, nella pratica quotidiana, a tre domande centrali del ragionamento clinico:
perché una determinata articolazione o un segmento vertebrale è disassato
quando il sintomo è espressione di una problematica locale, quando è riferito da conflitto radicolare e quando compensatorio/adattativo
come intervenire in modo coerente, sia a livello distrettuale che sistemico
Queste domande non vengono affrontate come categorie teoriche, ma come problemi clinici concreti, ricorrenti nella pratica quotidiana.
Il criterio operativo si riassume in tre passaggi: analizzare, prevedere, verificare, fino a rendere la decisione clinica più efficace.
In questa prospettiva, il modello biomeccanico AIFiMM si integra con i moderni approcci neurofisiologici al dolore, occupandosi in modo specifico dell’analisi delle forze e delle condizioni meccaniche che possono mantenere o amplificare il sintomo nel tempo.
L’analisi vettoriale biomeccanica è lo strumento che consente questo passaggio:
aiuta a interpretare ciò che si osserva, a prevedere le alterazioni meccaniche e a orientare l’intervento terapeutico in modo più mirato.
Durante il corso, il partecipante impara a riconoscere come ogni articolazione presenti asimmetrie strutturali nel numero dei muscoli coinvolti, nella lunghezza delle linee di forza e nell’obliquità della loro applicazione.
Quando la Forza Resistente aumenta, queste dominanze guidano le alterazioni articolari secondo direzioni ricorrenti e prevedibili.
Per questo l’analisi vettoriale assume un valore orientativo e predittivo:
indica cosa verificare, dove guardare e quali vettori stanno contribuendo al disassiamento osservato.
L’osservazione conferma, la fisica spiega, il trattamento diventa più preciso e meno dispersivo.
È l’applicazione dei principi fisici al ragionamento clinico quotidiano.
Nel percorso AIFiMM il Metodo Mézières viene insegnato come pratica clinica consapevole, che richiede comprensione delle forze in gioco, capacità di adattamento al singolo paziente.
I docenti AIFiMM, Mauro Lastrico e Laura Manni, allievi diretti di Françoise Mézières, hanno tradotto oltre trent’anni di esperienza clinica in un modello di ragionamento biomeccanico coerente, trasmissibile e clinicamente applicabile, accompagnando i corsisti passo dopo passo nella costruzione delle competenze.
Come si entra progressivamente nel modello
Il corso Metodo Mézières in presenza AIFiMM affronta un modello biomeccanico complesso. Non lo nascondiamo.
112 ore formative: 50% teoria, 50% pratica supervisionata
Proprio per questo, l’impostazione didattica parte dal principio che il partecipante costruisce competenza progressivamente, senza dover dimostrare nulla fin dall'inizio.
Non è richiesto:
conoscere la fisica applicata
padroneggiare l’analisi vettoriale
avere esperienza pregressa con il Metodo Mézières
Serve disponibilità a ragionare, osservare e mettere in discussione letture abituali.
La complessità è distribuita nel tempo, costruita progressivamente e verificata costantemente nella pratica.
Molti corsisti raccontano che, all’inizio, l’attenzione è fortemente assorbita dall’esecuzione pratica.
È normale.
Il corso è strutturato proprio per questo:
le stesse osservazioni e gli stessi concetti vengono ripresi più volte, da angolazioni diverse, permettendo al ragionamento di sedimentare gradualmente.
Si entra nel modello un passo alla volta.
La struttura in Modulo Base e Modulo Avanzato risponde a questa logica:
prima si costruisce il linguaggio e il criterio di lettura, poi si impara a usarli nella pratica clinica.
(Modulo Base e Modulo Avanzato)
Il corso Metodo Mézières in presenza AIFiMM è articolato in due moduli progressivi, per un totale di 14 giornate formative, che accompagnano il fisioterapista dalla costruzione della lettura biomeccanica di base alla gestione clinica dei quadri complessi.
Non si tratta di due corsi distinti, ma di due fasi di uno stesso percorso formativo:
prima si costruisce il modello di lettura, poi lo si rende operativo nella pratica clinica quotidiana.
Titolo ufficiale del corso accreditato Age.na.s
METODO MÉZIÈRES – MODULO BASE
Biomeccanica distrettuale e sistemica – Valutazione e trattamento delle patologie muscolo-scheletriche
Il Modulo Base è dedicato alla costruzione di un linguaggio biomeccanico comune, indispensabile per osservare il paziente in modo più chiaro, orientare la valutazione clinica e iniziare a prendere decisioni terapeutiche coerenti.
È il modulo in cui il corsista impara a leggere ciò che vede, superando interpretazioni generiche e acquisendo criteri osservativi più stabili.
Durante il Modulo Base il partecipante acquisisce le competenze necessarie per:
comprendere i fondamenti teorici del modello biomeccanico AIFiMM
eseguire una valutazione clinica strutturata, statica e dinamica
valutare e trattare le deviazioni scheletriche e le patologie del tratto cranio-vertebro-sacrale sul piano sagittale
valutare e trattare le deviazioni assiali e le principali patologie dell’arto inferiore
È il modulo in cui si impara a osservare, interpretare e iniziare a intervenire:
non solo cosa fare, ma perché farlo e su quali elementi biomeccanici basare le prime scelte terapeutiche.
Titolo ufficiale del corso accreditato Age.na.s
METODO MÉZIÈRES – MODULO AVANZATO
Biomeccanica distrettuale e sistemica – Valutazione e trattamento delle patologie muscolo-scheletriche
Il Modulo Avanzato approfondisce e integra il modello, mettendo sotto carico il ragionamento clinico nei contesti di maggiore complessità.
È il modulo in cui il corsista passa dalla comprensione del modello alla sua applicazione consapevole, imparando a gestire situazioni cliniche meno lineari, quadri persistenti o recidivanti e interazioni tra più distretti.
In questa fase il modello viene applicato a:
deviazioni scheletriche e patologie del tratto cranio-vertebro-sacrale sul piano frontale
deviazioni assiali e patologie dell’arto superiore
articolazione temporo-mandibolare (ATM) e relative correlazioni
ragionamento clinico avanzato, dalla valutazione alla strategia terapeutica
analisi delle singole patologie secondo una logica sia causale che sintomatica
È il modulo in cui il modello diventa pienamente operativo:
non solo cosa trattare, ma perché, quando e in quale sequenza, adattando costantemente la strategia alla risposta del paziente.
✓ 100 crediti ECM (AIFiMM – Provider n. 1701)
✓ 105 CPD hours (UK, CPD Certification Service – AIFiMM Provider n. 21418)
Il CPD (Continuing Professional Development) è il sistema di accreditamento della formazione continua adottato nel Regno Unito e in numerosi contesti sanitari internazionali.
L’insegnamento del Metodo Mézières richiede una struttura didattica chiara, criteri espliciti e un modello teorico verificabile. Per questo AIFiMM ha scelto di sottoporre i propri percorsi formativi a una valutazione indipendente secondo gli standard internazionali del Continuing Professional Development (CPD UK).
Il CPD Certification Service ha analizzato in dettaglio i contenuti del corso, la coerenza del modello biomeccanico, l’organizzazione didattica e la solidità scientifica dei presupposti teorici. La valutazione è stata condotta da una commissione esterna che utilizza criteri adottati nei principali contesti sanitari europei e internazionali.
Questa certificazione attesta che il percorso formativo rispetta requisiti di qualità riconosciuti a livello internazionale: chiarezza metodologica, rigore dei contenuti, trasparenza del modello e coerenza tra ciò che viene dichiarato e ciò che viene insegnato in aula.
La stessa attenzione guida l’attività formativa in Italia. AIFiMM è Provider ECM diretto, progetta internamente i propri corsi e si assume la piena responsabilità scientifica e didattica dei contenuti erogati. Ogni scelta formativa è costruita per offrire strumenti clinici affidabili, utilizzabili nella pratica quotidiana e sostenuti da criteri biomeccanici espliciti.
L’obiettivo è garantire un percorso formativo che permetta al professionista di orientare le proprie decisioni cliniche con maggiore consapevolezza, basandosi su un modello chiaro, verificabile e valutato secondo standard riconosciuti anche al di fuori del contesto nazionale.
Cosa sono i CPD e perchè servono - leggi l'articolo
Valutazione indipendente dei contenuti corso Mezieres in presenzaIl corso è stato certificato dal CPD Certification Service (UK) con la seguente motivazione:
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Il CPD Service ha selezionato e pubblicato alcuni articoli scritti dai docenti AIFiMM come approfondimenti scientifici sul modello biomeccanico sistemico.
Professioni ammesse: |
fisioterapisti, medici, osteopati, massofisioterapisti, TO, TNPEE, studenti 3 anno CdL Fisioterapia |
Il corso in presenza AIFiMM è progettato per un apprendimento progressivo, esperienziale e clinicamente verificabile, in cui teoria e pratica si integrano costantemente.
112 ore di formazione clinica in aula (50% teoria, 50% pratica supervisionata) per costruire il ragionamento clinico direttamente sul corpo e sul movimento.
Esperienza diretta del metodo sia come operatore sia come paziente, per comprendere la modalità esecutiva, gli effetti biomeccanici sul sistema muscolo-scheletrico e come questi si modificano in funzione della strategia applicata.
Applicazione clinica immediata attraverso il lavoro pratico sui corsisti, utilizzati come modelli di osservazione e trattamento. Imparare a riconoscere le dominanze biomeccaniche in condizioni "non patologiche" rende più chiara e rapida l'interpretazione dei quadri patologici reali.
Materiali di studio e approfondimento
Il percorso è supportato da materiali teorici e metodologici per consolidare e approfondire il lavoro in aula:
Continuità didattica e consolidamento
Rifrequentazione gratuita negli anni successivi. Un modello biomeccanico complesso si approfondisce con la pratica clinica: tornare in aula dopo mesi di applicazione sul paziente ti permette di rileggere gli stessi concetti con domande più precise e consapevolezza clinica maturata.
Riconoscimento del percorso formativo
Iscrizione all'elenco operatori Mézières AIFiMM come attestazione del completamento del percorso formativo secondo il modello biomeccanico analitico e sistemico.
100 crediti ECM + 105 CPD internazionali riconosciuti nei sistemi di formazione continua italiano e internazionale.
An opportunity to revisit, consolidate, and grow over time
Every participant has the right to retake any completed module free of charge in future editions, subject to availability.
This is a valuable chance to:
• revisit techniques and content with new clinical awareness
• engage with different clinical cases and new colleagues
• consolidate your learning and connect theory, observation, and practice
• make up for any missed days by attending them in a future edition
📌 A method isn’t exhausted in a single course.
It’s something you live, revisit, and deepen over time.
AIFiMM ha formalizzato i principi scientifici, clinici ed etici che guidano la propria attività formativa, per garantire coerenza metodologica, trasparenza e tutela della professione sanitaria.
Il modello biomeccanico analitico e sistemico del Metodo Mézières è rivolto a professionisti sanitari e si fonda su osservazione clinica verificabile, analisi vettoriale muscolare e fisica dei sistemi complessi.
Many segmental approaches focus on the symptom.
But when pain returns—or shifts—it often signals a deeper dysfunction.
The Mézières Method offers a systemic biomechanical framework to interpret the human body as an interconnected whole, where every adaptation follows specific laws.
This therapeutic discipline is grounded in musculoskeletal biomechanics and vector-based physics.
Rather than simply correcting local misalignments or stiffness, it analyzes the overall balance of muscular and joint forces.
It’s not just a postural technique.
It’s an advanced clinical model that helps identify shortened muscular vectors responsible for compressions, joint misalignments, and distant symptoms.
Identifying the root cause means restoring balance, function, and adaptability.
“The body is not something to be corrected.
It’s something to be listened to, freed, and reorganized.”
📚 What You’ll Gain with the AIFiMM Mézières Course
✔ 100 ECM (Continuing Medical Education) credits recognized
✔ A new clinical reasoning model
✔ Active participation: you treat and are treated
✔ Free access to the online course after completing the in-person training
✔ All materials included, including two essential textbooks
✔ Free reattendance of any module in future editions
📍 14 days – 112 hours of training – Direct clinical supervision
🎥 Learn in the classroom and keep the content with lifetime access to the included online course
Resisting Force – Working Force = Dysfunction
RF (Resisting Force):
The sum of all forces that hinder movement or physiological upright posture:
• muscular shortenings
• myofascial retractions
• joint misalignments
• vertebral compressions
WF (Working Force):
The functional force that allows the body to act:
• to move
• to maintain balance
• to manage loads
• to adapt to stimuli
When Resisting Force exceeds Working Force, the body enters a state of compensation:
• secondary muscle chains are activated
• altered movement patterns emerge
• stiffness and recurring pain appear
🎯 The Mézières treatment aims to reduce Resisting Force through isometric work in maximal elongation, restoring biomechanical efficiency and systemic adaptability.
🧠 Origin of Dysfunction: Two Clinical Scenarios
To identify the primary cause, the Mézières Method distinguishes between two key scenarios:
🔹 Scenario 1 – Shortened Muscles → Skeleton Adapts
📌 In the absence of major skeletal deformations (congenital or traumatic)
👉 Myofascial shortening reshapes the skeleton
→ leading to misalignments, compressions, and dysfunctions
✅ The skeleton is the effect of muscular retractions
🔸 Scenario 2 – Deformed Skeleton → Muscles Adapt
📌 In the presence of significant skeletal deformations
👉 The muscular system adapts to the altered structure
→ generating new dysfunctions at a distance
✅ The muscles are victims of compensatory adaptation
📌 This logic explains why the cause is never where the symptom appears,
and why every compensation requires a systemic reading to be truly resolved.
“Every body tells this equation:
where you see pain, there was always a force that came before it.”
🔬 The Mézières treatment is a direct consequence of these equations.
It doesn’t target the symptom alone — it addresses the dysfunctional biomechanical force behind it.
📦 What This Model Gives You
• A systemic biomechanical framework to interpret dysfunctions beyond the symptom
• A measurable relationship between resisting force and working force
• Two clear clinical scenarios to differentiate muscular vs skeletal origin
• A practical tool to guide treatment through physical logic and adaptive reasoning
• A principle that helps you recognize compensations, identify their cause, and act on the primary vector
🖼️ Summary Diagram
A visual synthesis of the Mézières biomechanical model
We’ve seen how musculoskeletal dysfunctions can be interpreted through:
• the balance between Resisting Force and Working Force
• the distinction between muscular and skeletal origins
👇 Below you’ll find a diagram that summarizes the two core equations of the Mézières Method:
a simple yet powerful tool to guide both clinical observation and treatment.
📌 You’ll find it in the printed materials, during in-person lessons, and inside the online course.

Clinicamente questo si traduce in una priorità pratica: identificare i vettori che mantengono il disassiamento e verificare l’effetto sull’asse articolare.
Perché le alterazioni articolari seguono direzioni specifiche e prevedibili
Una volta chiarito perché il muscolo si accorcia, il modello AIFiMM compie il passo successivo:
spiegare perché le alterazioni articolari non si distribuiscono casualmente, ma emergono secondo direzioni ricorrenti e statisticamente prevedibili.
Questo è possibile grazie all’analisi vettoriale delle forze muscolari.
I muscoli non sono distribuiti simmetricamente attorno alle articolazioni.
Per ogni sistema agonista–antagonista esistono asimmetrie anatomiche intrinseche — per numero di muscoli, lunghezza delle linee di forza e obliquità di applicazione — che determinano vere e proprie dominanze vettoriali, indipendenti dall’allenamento o dalla volontà del soggetto.
Quando aumenta la Forza Resistente, queste dominanze emergono per prime e guidano la perdita della sequenza articolare fisiologica.
Non si tratta di “compensi casuali”, ma dell’esito prevedibile delle leggi fisiche applicate all’anatomia.
Per questo alcune alterazioni sono clinicamente ricorrenti, alcuni esempi:
Nella pratica clinica, quando osservi questi pattern sul corpo del paziente, l'omero è già intraruotato prima ancora di chiedere movimento.
Non è che "intraruota" - è già lì.
Come una crepa in un muro che segue le linee di minor resistenza.
La dominanza anatomica è già attiva in statica, e il movimento la amplifica.
Per questo la valutazione inizia dall'osservazione: ti dice già dove cercare.
Il ragionamento clinico cambia radicalmente:
non si parte più dall’osservazione per cercare una spiegazione, ma dalla conoscenza delle dominanze anatomiche per prevedere le alterazioni, verificarle nella valutazione e identificare rapidamente i vettori muscolari responsabili.
Questa previsione trova conferma anche nella patologia neurologica:
quando viene meno il controllo inibitorio centrale, come nell’emiparesi spastica, le stesse dominanze anatomiche emergono in modo amplificato.
Meccanismi diversi, stessa realtà strutturale.
Il collegamento con il modello FR–FL è diretto:
quando la Forza Resistente aumenta, i vettori sottodominanti non riescono più a bilanciare e l’articolazione devia secondo le direzioni anatomicamente dominanti.
È su queste basi che l'analisi vettoriale diventa uno strumento clinico preciso: permette di orientare fin dall'inizio la valutazione, ridurre la variabilità interpretativa e intervenire sui vettori causali.
Il modello biomeccanico AIFiMM integra osservazione e previsione: dalla conoscenza delle dominanze anatomiche si può anticipare quali alterazioni emergeranno.
Nel modello AIFiMM l’accorciamento muscolare non è considerato un evento locale o misterioso, ma l’esito finale di processi di regolazione del tono che coinvolgono più sistemi.
Indipendentemente dalla causa iniziale, il muscolo rappresenta l’effettore finale, lo strumento attraverso cui l’organismo realizza l’adattamento. Per questo il modello distingue diversi livelli.
Livello neurofisiologico: il tono basale è regolato da circuiti di integrazione sensoriale e motoria.
Il sistema nervoso utilizza il tono muscolare come strategia di protezione, attraverso riflessi antalgici “a posteriori” (dopo il dolore) e “a priori” (per prevenirlo).
Quando queste contrazioni si mantengono nel tempo coinvolgono la componente connettivale e si trasformano in accorciamenti strutturali: è un livello pienamente di pertinenza fisioterapica, perché si esprime nel sistema muscolo-scheletrico.
Livello biomeccanico: l’aumento di tono rappresenta una risposta di adattamento a perturbazioni dei carichi, degli assi articolari o dei baricentri.
Il sistema mantiene l’equilibrio al prezzo di un circolo auto-aggravante: alterazione meccanica → aumento del tono → accorciamento → nuova alterazione.
Ne derivano aumento della Forza Resistente, riduzione della Forza Lavoro, perdita di efficienza e progressiva rigidità: anche questo è un ambito tipicamente fisioterapico, perché produce alterazioni articolari osservabili e trattabili.
Esiste infine un livello psico–somatico, documentato in letteratura, in cui stati emotivi prolungati modulano il tono muscolare attraverso vie neurovegetative e centrali fino a poter degenerare in quadri ortopedici strutturati.
Qualunque sia il livello di origine, il denominatore comune è sempre lo stesso: il sistema utilizza il muscolo come effettore finale.
Quadri clinici molto diversi possono quindi convergere verso accorciamenti e pattern di compenso simili.
In pratica, il muscolo accorciato può essere "l'ultima fermata" di percorsi molto diversi.
Un paziente con lombalgia cronica può avere accorciamenti strutturali partiti da un'alterazione biomeccanica del carico, un altro da strategie di protezione antalgica mantenute anni dopo un trauma, un altro ancora da un compenso a distanza - un vecchio problema al piede non risolto che ha modificato gli appoggi.
Il pattern finale - lordosi accentuata, bacino antiverso, psoas accorciato - può sembrare identico.
Per questo la valutazione non si ferma alla lettura del "cosa vedo", ma cerca di capire quale livello mantiene attivo il problema, per evitare di trattare solo l'effetto finale.
Il compito del modello AIFiMM non è spiegare ogni possibile causa, ma leggere con precisione ciò che è biomeccanicamente di competenza, distinguendo tra causa primaria, adattamento muscolare e conseguenze articolari.
È su questa base che successivamente sarà introdotta l’analisi muscolo-scheletrico come sistema complesso.
Perché l’analisi sistemica è una necessità clinica, non un’opzione teorica
Nel 1947 Françoise Mézières formulò quella che definì la sua osservazione capitale:
i numerosi muscoli dorsali si comportano come un solo muscolo, troppo forte e troppo corto.
Quella che all’epoca era un’intuizione clinica empirica trova oggi una spiegazione rigorosa nella teoria dei sistemi complessi, che descrive il comportamento di sistemi costituiti da molti elementi interdipendenti e interagenti.
Il sistema muscolo-scheletrico umano è, a tutti gli effetti, un sistema complesso.
Questo significa che nessun distretto funziona in maniera isolata e che ogni intervento locale produce inevitabilmente adattamenti a livello sistemico.
Storicamente il concetto di catena muscolare ha rappresentato un primo superamento della visione segmentaria.
La biomeccanica sistemica AIFiMM interpreta il comportamento delle catene muscolari attraverso leggi fisiche dimostrabili, integrando anatomia e dinamica in un modello sistemico.
In un sistema complesso, il sintomo non coincide necessariamente con la sede del problema.
Un dolore locale può essere espressione di un’organizzazione sistemica alterata e tentativi di correzione isolata possono risultare non solo inefficaci, ma meccanicamente controproducenti.
È per questo che indicazioni come 'stai dritto' o molte auto-correzioni volontarie risultano spesso inefficaci: aumentano il tono complessivo e la Forza Resistente, peggiorando il bilancio energetico del sistema.
Un’altra caratteristica dei sistemi complessi è la presenza di abilità emergenti.
Quando specifici muscoli risultano inefficaci a causa di accorciamenti eccessivi, il sistema non si blocca: li bypassa, attiva sinergie alternative e sviluppa pattern di sostituzione.
Questo è molto visibile durante il movimento: chiedi al paziente di alzare il braccio e vedi che la prima cosa che si eleva è la spalla, o vedi che si sposta il bacino quando dovrebbe flettersi solo il femore.
Non è "scorretto" - è l'unica strategia che il sistema ha trovato per completare il movimento richiesto quando i muscoli che dovrebbero farlo primariamente sono troppo accorciati per lavorare.
È come prendere una strada tortuosa alternativa quando quella lineare principale è bloccata: funziona, ma costa molto di più in termini di energia e usura.
Questo spiega perché il rinforzo isolato dei muscoli sottodominanti non risolva il problema e perché alcuni muscoli monoarticolari vengano sistematicamente esclusi dal movimento.
Nel modello AIFiMM un sistema funziona in modo efficiente quando opera ai margini del caos, in una condizione in cui la Forza Lavoro prevale sulla Forza Resistente.
Quando invece la Forza Resistente aumenta, il sistema diventa rigido, il dispendio energetico cresce e la sequenza articolare fisiologica si perde.
Un sistema efficiente si muove con fluidità, senza sforzo visibile, con transizioni morbide tra un segmento e l'altro.
Quando la FR aumenta, il movimento diventa "a scatti", frammentato, con pause e compensi visibili.
Il paziente ti dice "faccio fatica a fare cose semplici" - non per debolezza, ma perché ogni gesto richiede il triplo dell'energia.
È come spingere il carrello della spesa con le ruote frenate: spingi forte ma avanzi poco, e ti stanchi subito.
Per queste ragioni, il Metodo Mézières non può essere ridotto a una tecnica locale né interpretato come una somma di correzioni segmentarie.
L’analisi sistemica non rappresenta un’aggiunta teorica: è la condizione necessaria per costruire un ragionamento clinico coerente, distinguere causa ed effetto e scegliere strategie terapeutiche efficaci.
È su queste basi che il modello AIFiMM passa dall’analisi meccanica al ragionamento clinico.
Dal sintomo alla distinzione tra sofferenza locale e organizzazione sistemica
Nel dolore muscolo-scheletrico il sintomo rappresenta sempre un’informazione clinica reale, ma non coincide automaticamente con la causa del problema.
In alcuni casi la sofferenza è genuinamente locale; in altri, l’articolazione sintomatica rappresenta l’esito di un’organizzazione adattativa che coinvolge più distretti.
Il modello AIFiMM non assume mai a priori che il dolore sia “riferito” o sistemico e il ragionamento clinico si fonda proprio sulla necessità di distinguere tra dolore di origine locale e dolore riferito, evitando interpretazioni generiche o spiegazioni non verificabili.
Il tono muscolare osservabile in clinica è il risultato di processi di regolazione neurofisiologica e biomeccanica che mirano a garantire stabilità e continuità del movimento.
Quando queste strategie adattative si mantengono nel tempo possono coinvolgere la componente connettivale del muscolo, tradursi in accorciamenti strutturali e modificare la sequenza articolare fisiologica.
Spesso il dolore emerge quando i margini di adattamento del sistema si riducono.
Nel modello AIFiMM il ragionamento clinico integra:
Questa distinzione è essenziale perché orienta in modo diretto la strategia terapeutica.
Quando la sofferenza è di origine locale l’intervento sul distretto sintomatico può essere risolutivo.
Quando invece il dolore è riferito, trattare esclusivamente la sede del sintomo produce miglioramenti transitori, destinati a non mantenersi nel tempo.
In pratica, è come quando si accende una spia sul cruscotto dell'auto: può essere il sensore guasto (problema locale - cambi il sensore e risolvi) oppure il motore che sta surriscaldando (problema sistemico - la spia è solo il messaggio).
Nel primo caso lavori dove fa male e il paziente migliora stabilmente.
Nel secondo, il dolore alla spalla che tratti può calmarsi per qualche giorno ma, se il problema parte da un bacino bloccato che costringe la colonna a compensare, la spalla tornerà a far male finché non sciogli il blocco primario.
Per questo i test di differenziazione sono fondamentali: non per "avere ragione" sul fatto che il dolore è riferito, ma per evitare di inseguire il sintomo senza modificare le forze che lo rigenerano.
Un passaggio del ragionamento clinico è la distinzione tra accorciamenti muscolari primari e secondari.
Nei primi, il sistema muscolare è origine del disassiamento articolare e il riequilibrio vettoriale può essere stabile ed efficace. Nei secondi, il muscolo rappresenta un adattamento a una problematica proveniente da altri apparati e richiede un inquadramento multidisciplinare per evitare recidive.
È per questo che alcuni miglioramenti durano e altri no.
Non perché il trattamento “funzioni o non funzioni”, ma perché le forze responsabili del disassiamento sono state, o meno, correttamente identificate e modificate.
Nel modello AIFiMM il sintomo può essere locale o riferito: ciò che conta non è l’interpretazione a priori, ma la capacità di distinguerli attraverso un’analisi biomeccanica precisa.
Come il modello AIFiMM guida l’intervento clinico
Nel modello AIFiMM i principi fisici forniscono criteri di orientamento clinico che guidano la scelta e l’adattamento della strategia terapeutica
L’obiettivo del trattamento è modificare le forze che mantengono il sistema in una condizione meccanicamente inefficiente, riducendo la Forza Resistente (FR) e ripristinando Forza Lavoro (FL) realmente disponibile.
Questo implica una distinzione fondamentale: le due componenti della fibra muscolare — contrattile e connettivale — rispondono a stimoli differenti e non possono essere trattate con le stesse modalità.
Il movimento spontaneo, pur essendo essenziale per la funzione, non è sufficiente a riallungare un sistema muscolare accorciato: rispetta sempre i limiti strutturali già presenti e i confini che il sistema nervoso ha accettato come sicuri.
È come quando provi a toccarti le punte dei piedi: arrivi fino a dove il corpo ti "permette" di andare, anche se spingi.
Quel limite non è strutturale - è il punto dove il sistema nervoso dice "stop, più in là è pericoloso".
Il movimento spontaneo rispetta sempre questo confine di sicurezza.
Il tessuto connettivale accorciato sta oltre quel confine: per raggiungerlo serve un lavoro guidato, dove il terapeuta porta il paziente gradualmente oltre il limite abituale, in condizioni controllate e sicure.
Quando l’accorciamento coinvolge la componente connettivale, il recupero di lunghezza richiede un intervento terapeutico guidato, capace di portare il tessuto oltre i limiti di adattamento spontaneo.
Il modello AIFiMM chiarisce perché non tutte le tecniche producono lo stesso effetto.
Agire solo sul tono muscolare, mobilizzare o allungare passivamente, può essere efficace sulla componente contrattile ma risulta insufficiente sul substrato connettivale responsabile dell’accorciamento residuo.
Da qui deriva l’utilizzo di contrazioni isometriche eseguite in massimo allungamento fisiologico o relativo, inserite in una strategia coerente e continuamente adattata alla risposta del sistema.
Nel modello AIFiMM la tecnica non è mai applicata in modo automatico.
La stessa manovra può produrre effetti opposti a seconda del contesto meccanico in cui viene inserita: se eseguita al di sotto del limite corretto può aumentare ulteriormente la Forza Resistente. Per questo la precisione del posizionamento, la lettura delle dominanze e l’osservazione continua della risposta del paziente sono clinicamente decisive.
Il trattamento efficace risponde sempre a una doppia logica:
da un lato risolvere il conflitto meccanico specifico che genera il sintomo, dall’altro evitare che la correzione locale produca un aumento complessivo delle tensioni.
Un intervento che migliora il locale ma irrigidisce il sistema è destinato a fallire. Un lavoro esclusivamente “globale”, che non affronta il conflitto reale può migliorare la sensazione generale senza risolvere il problema.
In pratica, vedi pazienti che escono dalla seduta più "sciolti", respirano meglio, si sentono più liberi - ma se chiedi di rifare il movimento che faceva male, il conflitto è ancora lì.
È come allentare tutte le viti di una macchina tranne quella bloccata: tutto sembra più morbido, ma il pezzo non si muove.
Serve trovare il punto dove la tensione si concentra davvero - la spalla che non abduce, il bacino che non ruota, il ginocchio che non si estende - e lavorare lì con precisione, senza irrigidire tutto il resto.
Ogni equilibrio osservabile, anche quando appare patologico, rappresenta la migliore soluzione adattativa che il sistema ha trovato in quel momento. Il miglioramento non è definito dalla simmetrizzazione visiva, ma dalla riduzione della tensione complessiva, dall’aumento dello spazio sistemico e dal recupero di efficienza funzionale.
I criteri di efficacia del trattamento non si limitano al sollievo immediato del sintomo.
A fine seduta devono essere presenti contemporaneamente un miglioramento locale, una riduzione complessiva della tensione e una maggiore capacità di adattamento del sistema, senza la comparsa di nuove strategie compensatorie. In assenza anche di uno solo di questi elementi, il risultato tende a essere instabile.
Quando verifichi a fine seduta, non ti chiedi solo "il dolore è passato?" ma anche "come si muove ora?" e "dove è andata a finire la tensione?".
Se la spalla si è sbloccata ma il paziente ora tiene il collo rigido, hai spostato il problema.
Se sta meglio ma il movimento è ancora frammentato, hai ridotto il sintomo ma non l'inefficienza.
Quando tutti e tre i criteri sono presenti insieme - dolore ridotto, movimento fluido, sistema più elastico - il miglioramento ha molte più probabilità di mantenersi.
Quando ne manca anche solo uno, il risultato rischia di essere transitorio.
Per questo il Metodo Mézières secondo AIFiMM non propone sequenze standardizzate ma una strategia clinica adattiva.
La priorità dell’intervento varia in funzione delle dominanze presenti e della risposta del sistema: talvolta è necessario lavorare prima sugli aspetti sistemici, altre volte affrontare direttamente il conflitto distrettuale, sempre evitando di generare rigidità complessiva.
Nell'applicazione clinica questo approccio si dimostra particolarmente efficace nei quadri cronici, recidivanti o resistenti, quando i sintomi si ripresentano nonostante i trattamenti precedenti, spesso perché le forze che li rigenerano non sono state identificate e modificate.
Il trattamento è sempre individuale, attivo e guidato. Richiede tempo, ascolto e osservazione, perché il compito del fisioterapista non è solo intervenire, ma comprendere e spiegare.
L’analisi vettoriale diventa così uno strumento clinico e comunicativo: permette di costruire un ragionamento verificabile e di rendere il paziente parte attiva del processo terapeutico. Questa comprensione condivisa è uno dei fattori principali che spiegano la stabilità dei risultati nel tempo.
Nel modello AIFiMM la tecnica è sempre subordinata al ragionamento clinico, il sintomo è un’informazione e l’efficacia del suo miglioramento si misura nella sua stabilità nel tempo.
È in questo equilibrio tra rigore biomeccanico e dimensione umana della relazione terapeutica che il Metodo Mézières trova la sua piena applicazione clinica — ed è su questo equilibrio che si fonda il percorso formativo AIFiMM.
| Approfondimento teorico |
I fondamenti fisici e clinici del modello biomeccanico sistemico AIFiMM sono raccolti in un mini e-book dedicato, che sviluppa in modo organico i concetti di accorciamento muscolare, analisi vettoriale e strategia clinica. Mini e-book AIFiMM – Fondamenti fisici e clinici del Metodo Mézières Ulteriori approfondimenti teorici sono scaricabili sotto forma di articoli PDF. |
Il corso non richiede conoscenze pregresse di fisica o matematica avanzata.
I principi biomeccanici vengono introdotti in modo progressivo, partendo sempre dall’osservazione clinica del paziente e arrivando alla comprensione delle leggi fisiche che spiegano ciò che si osserva.
La maggior parte dei corsisti proviene da percorsi formativi standard e acquisisce gradualmente gli strumenti di analisi vettoriale attraverso esempi clinici, pratica supervisionata e casi reali.
La teoria non sostituisce la pratica:
serve a darle senso e coerenza.
Ipotesi, verifica e continuità della conoscenza
Il modello biomeccanico che presentiamo non è "la verità sul corpo umano".
È l'ipotesi più solida che siamo riusciti a costruire in 40 anni di lavoro clinico e teorico, basandoci sulle conoscenze attuali di fisica, fisiologia e biomeccanica e sulle intuizioni cliniche che Françoise Mézières ci ha trasmesso.
Sappiamo che le conoscenze di oggi saranno superate domani. Per questo ci posizioniamo con chiarezza in una continuità storica: Mézières ha raccolto le osservazioni cliniche della sua epoca e le ha tradotte in intuizioni rivoluzionarie. Noi abbiamo tradotto quelle intuizioni in linguaggio fisico-matematico verificabile. Altri, dopo di noi, affineranno, correggeranno, miglioreranno.
Se le conoscenze attuali fossero esaustive e definitive, faremmo tutti la stessa cosa.
Il fatto che esistano approcci diversi non significa che qualcuno ha ragione e altri sbagliano - significa che stiamo ancora esplorando un sistema complesso con strumenti limitati.
Per questo nei corsi non ci presentiamo come detentori di certezze assolute.
Invitiamo gli allievi a verificare quello che diciamo, a metterlo alla prova nella loro pratica clinica, a confrontarlo con altre conoscenze, a dubitare quando qualcosa non torna.
Il rigore scientifico non è difendere un modello a tutti i costi - è costruire ipotesi verificabili, testarle, affinarle, e accettare che saranno superate.
Il nostro compito non è trasmettere una dottrina ma preparare il terreno per chi verrà dopo.
Su queste basi si fonda il percorso formativo AIFiMM e la responsabilità che sentiamo verso gli allievi.
A complete toolkit to support you during and after the course
Each participant receives a carefully curated educational set,
designed to support in-class learning and continue your study after the course.
📚 Scientific Materials
• “Musculoskeletal Biomechanics and the Mézières Method” — by Mauro Lastrico
A unique volume integrating systemic biomechanical analysis within the Mézières framework.
Clear, in-depth, clinically and practically oriented.
• Official Italian translation of “Originalité de la Méthode Mézières” — by Françoise Mézières
The historical text that laid the theoretical foundation of the method.
Essential to understand its origins and the thinking of its founder.
✍️ Practical and Symbolic Tools
• Custom AIFiMM tote bag
• Notepad and pen for sketches, observations, and clinical notes
• Your tangible diary of the classroom experience
📌 A toolkit that blends scientific rigor and personal memory:
it supports you today in the classroom — and tomorrow in your clinical practice.
Fondamenti teorici e valutazione clinica
Blocco inferiore e articolazioni
Piano frontale e rotatorio - Patologie assiali e dell'arto superiore
Integrazione clinica avanzata
📄 Scarica il programma completo con il dettaglio degli argomenti trattati in ogni modulo
An immersive journey to transform how you observe, reason, and treat
The AIFiMM course doesn’t just teach you a technique.
It guides you through a shift in clinical perspective, grounded in systemic muscular biomechanics and the analysis of dysfunctional forces.
It is designed for healthcare professionals who want to:
• deepen their understanding of the biomechanical basis of musculoskeletal dysfunctions
• learn a systemic model of clinical reasoning
• gain practical tools for treating complex patients
• integrate their existing knowledge into a coherent and verifiable framework
📌 What You’ll Experience During the Course
• A structured program of 14 days, divided into 4 intensive seminars
• Active participation: you treat your colleagues and are treated in return
• Every phase of treatment is observed, performed, discussed, and internalized
• You’ll be guided step by step by expert instructors, in a stimulating and professional environment
🎯 You won’t just apply techniques:
you’ll start reasoning with systemic logic, seeing the body with new eyes,
and distinguishing compensations from causes — so you can act where it truly matters.
📌 As you continue down the page, you’ll find:
• an overview of our experiential learning approach
• included course materials
• the AIFiMM faculty
• clinical applications of the method
• course dates, fees, and how to register
You learn by observing, experiment by treating, and internalize by experiencing
This course doesn’t just explain — every technique is demonstrated, performed, and analyzed
in full coherence with the biomechanical principles of the method.
During each seminar:
• The instructor performs sample sessions on a participant, explaining each step
• All participants observe, discuss, and ask clinical and technical questions
• Each participant treats a colleague and is treated in return — to feel the effects of the forces within their own body
📌 You learn to observe the body systemically,
while directly experiencing what happens under your hands and within your tissues.
It’s a deep, three-dimensional learning process:
you don’t just understand the method — you live it.
📽️ At the end of the course, you’ll receive free access to the Mézières online course,
allowing you to review every technique, explanation, and clinical sequence with clarity.
A valuable resource, professionally filmed in the classroom, so you can revisit the material anytime you need.
Costo totale
I partecipanti ai nostri corsi precedenti possono frequentare nuovamente senza costi aggiuntivi.
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Pagamento in un’unica soluzione, oppure in 2 rate o 4 rate, senza interessi.
Efficacia clinica, evidenza disponibile e limiti strutturali della ricerca
La ricerca disponibile sul Metodo Mézières
Il Metodo Mézières ha ricevuto validazione scientifica attraverso studi condotti in centri universitari europei e pubblicati su database internazionali peer-reviewed.
Metodologia degli studi
Studi controllati randomizzati (RCT) condotti in ambito universitario, con gruppi paralleli e outcome clinici standardizzati.
Outcome utilizzati negli studi: VAS, Roland–Morris, Berg Balance Scale.
Durata degli interventi: 5–24 settimane.
I risultati riportano miglioramenti clinicamente rilevanti rispetto ai trattamenti di confronto, nei contesti e con i criteri descritti dagli autori.
🔍 Consulta gli studi su PubMed
Ricerca sul Metodo Mézières: cosa è disponibile e cosa è strutturalmente difficile misurare
L’elevata individualizzazione del trattamento migliora la pertinenza clinica, e rende più complessa la standardizzazione richiesta dai trial multicentrici ad alta numerosità.
Ogni trattamento richiede:
Questa individualizzazione è il cuore dell'efficacia clinica, ma rende impossibile la standardizzazione necessaria agli RCT su grandi numeri, che richiedono protocolli rigidi replicabili da operatori diversi.
Gli studi disponibili provengono da centri specializzati dove l'intero team condivide formazione omogenea. Non da grandi ospedali generalisti, dove il Metodo Mézières è raramente implementato per ragioni strutturali:
Dove il Metodo è stato implementato sistematicamente (ASL che hanno formato tutto il personale), i risultati includevano azzeramento delle liste d'attesa mantenendo efficacia clinica elevata.
Il modello AIFiMM: rigore biomeccanico e coerenza clinica
AIFiMM fonda il proprio approccio su due pilastri complementari:
1. Mechanistic reasoning
Ragionamento clinico basato su:
2. Evidence-informed practice
Utilizzo critico delle evidenze disponibili, integrate con:
Ogni intervento è valutato non solo sull'efficacia immediata, ma sulla stabilità nel tempo.
Questo approccio riconosce che l'efficacia di un metodo non dipende solo dal numero di RCT pubblicati, ma dalla coerenza tra principi fisici, meccanismi biologici e risultati clinici osservabili.
Efficacia clinica: i dati AIFiMM
Valutazioni ufficiali ECM (5.000+ schede, Ministero della Salute):
Certificazione CPD UK ottenuta dopo valutazione indipendente dei contenuti da commissione internazionale.
In sintesi
Il Metodo Mézières secondo AIFiMM:
L'assenza di grandi RCT non deriva da debolezza metodologica, ma dall'impossibilità di standardizzare ciò che è, per natura, individualizzato.
📌 Do I need prior experience with the Mézières Method to enroll?
No. The course starts from the basics. It’s designed to guide you step by step through both the theoretical understanding and practical application of the method — even if you’ve never studied it before.
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This allows you to review and deepen every concept independently.
The lessons include theoretical explanations and real clinical demonstrations — a valuable resource for consolidating your learning.
🔁 Can I retake the course in the future?
Yes. Every participant is entitled to retake any completed module free of charge, subject to availability.
You may also make up for any missed days by attending them in a different edition of the course.
📘 Will I receive learning materials during the course?
Yes. Each participant receives:
• the textbook “Musculoskeletal Biomechanics and the Mézières Method” by Mauro Lastrico
• the Italian translation of “Originalité de la Méthode Mézières” by Françoise Mézières
• a tote bag with AIFiMM-branded notepad and pen
• free access to the Mézières online course at the end of the classroom training
📍 How do I know if the course will run in my city?
Courses are confirmed once the minimum number of participants is reached.
The most frequent locations are Bologna, Milan, Naples, and Rome, where the training is well-established.
We recommend registering early to help activate your preferred location and benefit from early booking discounts.
🎓 Can I enroll if I’m a final-year student?
Yes. If you are in your third year of Physiotherapy (or another eligible healthcare program), you can enroll.
Your registration will be finalized upon obtaining your degree.
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