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Rotazione vertebrale e compressione radicolare: analisi vettoriale nel piano frontale e rotatorio

dott. Mauro Lastrico dott.ssa Laura Manni

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La rotazione vertebrale è prodotta dall'accorciamento asimmetrico di muscoli bilaterali. Le componenti verticali delle forze muscolari comprimono i dischi intervertebrali, mentre la rotazione dei corpi vertebrali riduce il forame intervertebrale sul lato opposto alla convessità, generando compressione radicolare. L'analisi vettoriale nel piano frontale identifica i muscoli responsabili e spiega perché i sintomi neurologici compaiono spesso sul lato opposto rispetto alla causa muscolare.

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Dal piano sagittale al piano tridimensionale

Nel piano sagittale esistono dominanze vettoriali chiare per ciascun segmento vertebrale: le alterazioni sono prevedibili. Nel piano frontale e rotatorio la prevedibilità si riduce. Il problema non è più quali muscoli siano intrinsecamente dominanti, ma quali muscoli anatomicamente identici sviluppino tensioni diverse sui due lati del corpo.

L'esame deve essere eseguito in posizione supina. In stazione eretta il sistema muscolare è costantemente attivo per mantenere l'equilibrio: ciò che si osserva è il risultato dell'attivazione delle componenti contrattili, non lo stato delle componenti connettivali. In posizione supina, con l'equilibrio stabile e nessun muscolo attivato, si osservano gli accorciamenti strutturali reali. Non è raro che gli elementi scheletrici appaiano completamente invertiti rispetto all'osservazione in piedi.

Rotazione e convessità: lo stesso fenomeno

Quando una vertebra ruota a destra, il corpo vertebrale ruota a destra e il processo spinoso si sposta a sinistra. Sul lato concavo i dischi subiscono maggiore compressione. I muscoli con inserzione diretta sulle vertebre producono, attraverso trazione attiva, convessità omolaterale e rotazione controlaterale.

Questo ha conseguenze cliniche dirette. I sintomi neurologici all'arto superiore destro da compressione della radice T2 si verificano sul lato concavo — il destro — ma la causa risiede nei muscoli del lato sinistro, che determinano convessità omolaterale. Il trattamento deve essere diretto verso i muscoli del lato sinistro, la causa, non verso il lato destro dove si manifesta il sintomo.

Vertebre cervicali C1-C5

Elevatore della scapola e scaleni sono i muscoli principali responsabili della deviazione cervicale. Il loro accorciamento asimmetrico produce convessità omolaterale. In realtà clinica si accorciano sempre insieme. L'effetto combinato è una roto-traslazione delle vertebre cervicali.

Le componenti verticali di entrambi i gruppi comprimono i dischi sul lato della loro azione. La compressione radicolare segue la distribuzione del plesso brachiale: C5-C6 interessa i territori muscolocutaneo e radiale, C8-T1 il territorio ulnare.

Vertebre cervico-toraciche C6-T4

Romboidi e fibre medie del trapezio agiscono direttamente su questo segmento. Il loro accorciamento determina convessità omolaterale con rotazione controlaterale dei corpi vertebrali. La compressione a T2-T3 può produrre dolore al gomito identico a un'epicondilite ma senza causa locale. Confonderne l'origine porta a trattamenti diretti al gomito quando la causa reale è vertebrale.

I due pattern del gran dorsale

Il gran dorsale presenta complessità proporzionale alle sue dimensioni, con cinque linee di forza principali. L'analisi vettoriale mostra che molte risultanti agiscono in direzioni opposte. A seconda di quali linee di forza sono più accorciate, si producono pattern scheletrici diversi, classificati in pattern A e pattern B.

Il pattern A — pattern di approssimazione — coinvolge prevalentemente i fascicoli che collegano la cresta iliaca all'omero. Il loro accorciamento approssima l'emibacino alla spalla omolaterale, producendo discesa della scapola, elevazione dell'emibacino e concavità toracica laterale omolaterale. La concavità vertebrale da T7 a T12 non deriva da trazione diretta sulle vertebre ma è conseguenza meccanica dell'approssimazione tra scapola ed emibacino. Il pattern A è clinicamente più raro.

Il pattern B — pattern di elevazione — è caratterizzato dall'azione associata dei fascicoli superiori del gran dorsale e dei muscoli che elevano il cingolo scapolare. La risultante globale determina elevazione e adduzione della scapola, convessità toracica laterale omolaterale da T4 a T12, ed elevazione dell'emibacino. Il pattern B è clinicamente più frequente.

Le quattro curve indipendenti

Nel piano frontale e rotatorio, la colonna è composta da quattro curve muscolarmente indipendenti: cranio-cervicale C1-C5, cervico-toracica C6-T4, toracica T4-T12, e lombare L1-L5. Queste curve possono apparire controlaterali tra loro o fondersi in raggi più ampi. Per il trattamento devono essere considerate separatamente.

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