Destinatari
Chinesiologi, laureati in Scienze Motorie, professionisti del movimento
Durata
9 giornate formative (72 ore - equamente distribuite tra teoria e pratica)
Crediti
63 CPD internazionali
Docenti
dott. Mauro Lastrico · dott.ssa Laura Manni
Costo
€ 1400 + IVA
La certificazione CPD attesta, secondo criteri internazionali indipendenti, la qualità didattica e scientifica di un programma formativo professionale.
ll CPD Certification Service ha analizzato in dettaglio i contenuti del corso, la coerenza del modello biomeccanico, l’organizzazione didattica e la solidità scientifica dei presupposti teorici.
La valutazione è stata condotta da una commissione tecnico/scientifica esterna che utilizza criteri adottati nei principali contesti europei e internazionali.
|
Il corso è stato esaminato e certificato con 63 crediti CPD internazionali sulla base della seguente valutazione:
"Un corso pratico di 9 giornate che integra i principi del Metodo Mézières con la biomeccanica vettoriale per l'ottimizzazione del movimento umano.
|
Cosa significa la certificazione CPD
✓ CV più autorevole – certificazione esterna indipendente, riconosciuta internazionalmente
✓ Standard europei – 63 CPD hours utilizzabili in UK e principali sistemi europei
✓ Mobilità professionale – se pensi di lavorare all'estero o in contesti internazionali
✓ Garanzia di qualità – controllo tecnico esterno su contenuti, metodo, rigore scientifico
A chi sono riconosciuti i crediti CPD
Chinesiologi, laureati in Scienze Motorie, professionisti dell’esercizio fisico, preparatori atletici, personal trainer, trainer sportivi, istruttori di fitness, allenatori per la performance sportiva, professionisti del movimento, istruttori di Pilates e Yoga, professionisti del wellness e functional training.
AIFIMM – Provider CPD n. 21418
La meccanica vettoriale applicata al movimento consente di osservare il gesto per come viene costruito dalle forze che lo attraversano.
È una prospettiva che arricchisce:
il lavoro sulla performance,
la progettazione degli esercizi,
la prevenzione dei sovraccarichi,
la capacità di interpretare i compensi.
Ogni gesto diventa leggibile come una configurazione di vettori, di adattamenti e di equilibri dinamici.
Questo permette al professionista di lavorare con maggiore precisione, continuità e rispetto della fisiologia del corpo.
Applicare un modello biomeccanico al movimento significa cambiare il punto di partenza dell’osservazione.
Il gesto viene analizzato per la qualità della trasmissione delle forze che lo attraversano.
Un movimento efficace è quello in cui le forze scorrono lungo la catena cinetica con continuità.
Nel modello proposto, ogni gesto viene letto secondo tre livelli simultanei:
direzione delle forze,
equilibrio tra vettori antagonisti,
continuità della trasmissione lungo il sistema.
Quando una di queste condizioni viene meno, il gesto perde efficienza.
Il lavoro del professionista consiste quindi nel riconoscere dove la forza si disperde, perché si disperde e come ripristinare una traiettoria più funzionale.
In questo approccio:
l’efficienza diventa un parametro meccanico
la coordinazione diventa una conseguenza della distribuzione delle forze
la fluidità diventa un indicatore di equilibrio vettoriale.
Il modello permette di trasformare l’osservazione del gesto in lettura causale:
quale configurazione di forze lo rende inefficiente.
Nel contesto motorio e preventivo, questo consente di progettare esercizi che mirano a modificare la geometria delle forze che generano pattern motori inefficaci.
Il modello proposto in questo corso nasce dall’incontro tra due piani di conoscenza:
l’esperienza clinica e osservativa del Metodo Mézières,
la formalizzazione biomeccanica sviluppata da AIFiMM attraverso la fisica applicata al sistema muscolo-scheletrico.
Françoise Mézières ha descritto per prima il corpo come un sistema di tensioni interdipendenti, in cui gli accorciamenti muscolari non agiscono in modo isolato ma modificano l’equilibrio dell’intera struttura.
AIFiMM ha trasformato questa intuizione in un modello analitico, traducendo tali relazioni in termini di vettori di forza, risultanti meccaniche e configurazioni prevedibili.
Nel contesto del movimento sportivo e preventivo, questo consente di:
leggere il corpo come sistema fisico coerente
comprendere come le forze si distribuiscono lungo le catene muscolari
interpretare l’efficienza del gesto come conseguenza diretta dell’equilibrio tra le forze agenti
Il modello nasce per rendere il movimento meccanicamente leggibile: ogni deviazione, ogni compenso, ogni perdita di fluidità viene interpretata come effetto di una configurazione vettoriale specifica.
In questo modo, il gesto motorio diventa spiegabile, prevedibile e guidabile.
Il corso applica questo impianto teorico all’ambito motorio e preventivo, mantenendo intatta la logica biomeccanica del modello e adattandone gli strumenti all’osservazione, alla progettazione e alla conduzione del lavoro con soggetti sani.
Il modello utilizza la scomposizione vettoriale delle forze muscolari per comprendere come il movimento venga generato, guidato o deviato.
L’interazione tra componente contrattile e connettivale viene interpretata secondo i principi di elasticità dei materiali, consentendo di distinguere tra produzione di forza e resistenza interna.
Questi criteri permettono di:
identificare i vettori dominanti che guidano il gesto
prevedere le risultanti di forza sulle articolazioni
riconoscere i compensi come conseguenze meccaniche
leggere il movimento in modo tridimensionale e causale
Il professionista del movimento opera su un territorio preciso: efficienza, coordinazione, prevenzione e qualità del gesto.
Per svolgere questo ruolo è utile comprendere come le forze si organizzano nel corpo e come questa organizzazione influenzi la qualità del movimento.
Il modello biomeccanico fornisce strumenti per:
leggere il gesto in termini di distribuzione delle forze
riconoscere dove l’energia si disperde
comprendere quali configurazioni muscolari limitano la fluidità
progettare interventi attivi coerenti con la meccanica del sistema
La competenza consiste nel guidare l’organizzazione delle forze verso una configurazione più efficiente.
In questo senso, la professionalità viene definita dal livello di comprensione biomeccanica che guida la scelta, la sequenza e la progressione del lavoro.
Il corso forma professionisti capaci di:
osservare il movimento con logica causale
riconoscere le inefficienze che riducono precisione, flidità e rendimento
utilizzare un linguaggio biomeccanico condivisibile nel dialogo professionale
Nel modello biomeccanico sistemico utilizzato da AIFiMM, l’accorciamento muscolare viene interpretato secondo una logica quantitativa.
Si distinguono tre livelli teorici:
1. Accorciamento assente
Rappresenta il riferimento teorico di massima efficienza biomeccanica.
È un modello ideale, utile come termine di paragone, ma non realistico nella vita reale.
2. Accorciamento di piccola entità
Corrisponde a una condizione di disfunzione:
il gesto è ancora possibile, ma meno efficiente, più costoso dal punto di vista energetico, più esposto a compensi.
3. Accorciamento di maggiore entità
Corrisponde a una condizione patologica, in cui compaiono conflitti meccanici, limitazioni strutturate e perdita significativa di qualità del movimento.
In questa prospettiva, la differenza tra equilibrio funzionale ed equilibrio patologico non è di natura qualitativa, ma quantitativa.
Il corpo non passa improvvisamente dalla normalità alla patologia in assenza di eventi traumatici:
si allontana progressivamente dal proprio potenziale teorico di massima efficienza.
I muscoli tendono inevitabilmente ad accorciarsi nel tempo.
Non è realistico pensare di azzerare questo processo.
Ciò che fa la differenza è l’entità dell’accorciamento e il modo in cui il sistema riesce a compensarlo.
Il lavoro motorio e preventivo si colloca in quanto descritto al punto 2:
ridurre il gap tra ciò che il corpo è diventato e ciò che potrebbe essere in condizioni biomeccaniche ottimali.
In questo ambito, l’intervento mira a migliorare l’efficienza del gesto, la continuità della trasmissione delle forze e la capacità del sistema di compensare in modo funzionale.
Quando l’entità dell’accorciamento supera questa soglia quantitativa e compaiono limitazioni strutturate o conflitti meccanici, il quadro rientra nell’ambito di intervento del professionista sanitario.
Questa distinzione quantitativa rappresenta il criterio di riferimento del modello lungo tutto il corso e definisce in modo chiaro il perimetro operativo del professionista del movimento.
Dalla fisica dei materiali alla perdita di efficienza del gesto
Nel modello biomeccanico sistemico, il muscolo non è considerato solo come motore contrattile, ma come struttura elastica composta da elementi con proprietà fisiche differenti.
Le componenti contrattili (actina e miosina) presentano un comportamento elastico elevato: si accorciano durante la contrazione e recuperano la lunghezza iniziale.
Le componenti connettivali (fasce, aponeurosi, tendini), invece, presentano un comportamento visco-elastico: una parte della deformazione indotta dalla contrazione non viene completamente recuperata.
Questo significa che l’accorciamento muscolare non dipende tanto dall’intensità della contrazione, quanto dal tempo di esposizione alla tensione.
Nel tempo, l’accumulo di micro-deformazioni residue nelle componenti connettivali determina un accorciamento progressivo del muscolo, modificandone il comportamento meccanico.
Forza Resistente e Forza Lavoro
Dal punto di vista biomeccanico, l’accorciamento genera due grandezze funzionali opposte:
Forza Resistente (FR): la quota di forza necessaria a vincere la rigidità interna del muscolo.
Forza Lavoro (FL): la quota di forza realmente disponibile per produrre movimento utile.
Quando l’accorciamento aumenta, la FR cresce e la FL diminuisce.
Il muscolo mantiene la capacità contrattile, ma una parte crescente dell’energia viene dissipata per superare la propria resistenza interna prima ancora di generare movimento.
Il gesto rimane possibile, ma diventa:
meno fluido,
meno preciso,
più costoso dal punto di vista energetico.
Efficienza e perdita di performance
In un sistema efficiente, la maggior parte della forza contrattile si trasforma in movimento utile.
In un sistema con accorciamenti diffusi, una parte significativa dell’energia viene consumata per vincere resistenze interne.
La forza è presente.
L’efficienza no.
Questo spiega perché un atleta può aumentare la forza senza migliorare la qualità del gesto, oppure perdere fluidità pur mantenendo buoni parametri di potenza.
Il problema non è quanta forza viene prodotta, ma quanta di quella forza diventa realmente movimento.
Implicazioni operative
Nel modello AIFiMM applicato al movimento, l’obiettivo non è aumentare immediatamente la forza, ma:
ridurre la Forza Resistente,
ristabilire una distribuzione vettoriale più favorevole,
restituire alla Forza Lavoro la sua quota utile.
Le contrazioni isometriche in massimo allungamento rappresentano lo strumento principale per ottenere questo riequilibrio meccanico, perché agiscono selettivamente sulle componenti connettivali responsabili dell’accorciamento.
Solo quando la FR si riduce, il rinforzo muscolare può esprimere il suo reale potenziale sul gesto.
Nel modello biomeccanico sistemico AIFiMM, il rinforzo muscolare non è escluso né considerato dannoso.
Semplicemente, non rappresenta il primo intervento quando sono presenti accorciamenti vettoriali dominanti che alterano la meccanica del gesto.
Un muscolo sottodominante non può modificare in modo stabile un pattern motorio finché il vettore dominante esprime una Forza Resistente elevata.
In questa condizione, la forza prodotta viene in parte dissipata per superare resistenze interne, senza tradursi in reale miglioramento dell’efficienza.
Per questo il modello segue una sequenza precisa:
Riduzione della Forza Resistente nei muscoli accorciati
Riequilibrio dei vettori dominanti lungo la catena cinetica
Inserimento del rinforzo per consolidare la nuova meccanica
Quando il rinforzo viene introdotto dopo il riequilibrio vettoriale:
aumenta la Forza Lavoro realmente disponibile,
stabilizza il gesto,
migliora precisione, continuità e rendimento.
Nel modello AIFiMM, riequilibrio e rinforzo non sono alternative, ma fasi complementari di uno stesso processo biomeccanico.
Nel corso i muscoli non vengono considerati nella loro sola realtà anatomica, ma come vettori di forza interdipendenti, inseriti in un sistema dinamico di relazioni meccaniche.
Attraverso la scomposizione vettoriale è possibile comprendere come le forze si distribuiscono lungo le catene cinetiche e come questa distribuzione influenzi l’efficienza del gesto.
La regola del parallelogramma consente di analizzare le risultanti di forza e di individuare le direzioni lungo cui l’energia viene utilizzata in modo efficace o dispersa.
Ogni catena cinetica viene così letta nelle sue componenti vettoriali, permettendo di riconoscere:
dove l’energia si disperde,
quali vettori generano squilibrio,
e come ripristinare un flusso più efficiente delle forze lungo il sistema.
Questa lettura permette di progettare esercizi mirati all’ottimizzazione della trasmissione delle forze e della coordinazione del movimento, agendo sulla sua organizzazione funzionale.
La colonna vertebrale, osservata tridimensionalmente, rivela compensi e deviazioni che riducono la continuità della trasmissione delle forze, compromettendo la coordinazione complessiva del gesto.
Nel modello biomeccanico sistemico, il gesto motorio viene quindi interpretato come il risultato di una configurazione vettoriale specifica, che può essere compresa, prevista e guidata attraverso criteri fisici e biomeccanici verificabili.
La caratteristica di questo corso sta nell’integrazione tra teoria e pratica: ogni principio biomeccanico viene tradotto in esperienza diretta.
Il lavoro pratico si sviluppa su due livelli complementari.
condotte dal docente e vissute in prima persona da ogni partecipante,
organizzate in progressione logica — dagli esercizi più semplici a quelli più complessi,
applicabili sia nei percorsi di gruppo che nel lavoro individuale.
Questa esperienza ti permette di percepire direttamente l’efficacia delle proposte, comprenderne la logica biomeccanica e disporre di una base strutturata da cui partire per adattare il lavoro alle esigenze reali di atleti e clienti.
ogni partecipante sperimenta i ruoli di osservatore, operatore e soggetto,
per guidare percorsi personalizzati,
per riconoscere le problematiche motorie che ostacolano l’efficienza del gesto atletico,
per identificare segnali precoci di disfunzione che, se trascurati, possono evolvere in patologie conclamate.
È un vero laboratorio di osservazione e valutazione: la teoria appresa diventa metodo operativo, capace di affinare lo sguardo e trasformare la pratica quotidiana in uno strumento più preciso, coerente ed efficace.
La versione in presenza ti permette di sentire le sequenze nel corpo, di sperimentare le variazioni su di te e sui colleghi, e di ricevere correzioni in tempo reale.
Laureati e studenti in Scienze Motorie (dal terzo anno)
Chinesiologi e diplomati ISEF
Preparatori atletici e personal trainer
Istruttori di Pilates e discipline affini
Durata
9 giorni suddivisi in tre seminari (dal venerdì alla domenica)
Attestati
Attestato finale AIFiMM
Attestato CPD con 63 crediti internazionali
Costo
1400 euro + IVA
rateizzabili in 2 o 4 rate
Mauro Lastrico e Laura Manni sono fisioterapisti e formatori AIFiMM, con oltre venticinque anni di esperienza clinica e didattica nell’ambito del Metodo Mézières e della biomeccanica muscolo-scheletrica sistemica.
Sono i referenti AIFiMM per lo sviluppo e l’insegnamento del modello biomeccanico analitico e sistemico derivato dal Metodo Mézières, applicato all’ambito motorio e preventivo.
l modello biomeccanico proposto da AIFiMM fornisce un linguaggio comune per leggere il movimento in termini di distribuzione delle forze, compensi ed efficienza del gesto.
Questa chiave di lettura favorisce una maggiore continuità tra ambito motorio e ambito clinico, valorizzando le competenze specifiche di ciascun professionista.
Copyright © 2026 AIFiMM Formazione Mézières Provider E.C.M. n. 1701. Tutti i diritti riservati.